"Il colore delle cose": una riflessione filosofica sul colore

Da Husserl a Wittgenstein, "Il colore delle cose" di Luisa Bertolini propone uno stimolante viaggio nella riflessione filosofica sul colore che offre una prospettiva diversa su un concetto così familiare e al tempo stesso così difficile da definire.

Nel suo libro “Il colore delle cose”, Luisa Bertolini – studiosa di filosofia, direttrice della rivista online Fillide.it e collaboratrice della rivista culturale online Doppiozero – affronta il concetto di colore a partire da una riflessione sui gesti teorici fondativi della scienza moderna, primo tra i quali la distinzione tra qualità primarie e qualità secondarie (ovvero tra qualità che appartengono alle cose così come sono in sé stesse e qualità che appartengono alle cose soltanto nella misura in cui siamo noi a percepirle), per poi concentrarsi sul percorso intellettuale di due dei massimi filosofi del Novecento che a questo tema hanno dedicato riflessioni significative: Edmund Husserl e Ludwig Wittgenstein.
La conclusione di questo viaggio filosofico nel mondo del colore è che, accanto alla prospettiva propriamente scientifica, può esistere anche un altro modo di avvicinarsi al colore – un modo che si può definire fenomenologico perché relativo alla pura e semplice descrizione di ciò che si dà nell’ambito dell’esperienza del colore e alle regole che fissano il significato delle parole che utilizziamo per descriverla. Se si adotta questo punto di vista, si scoprirà una vera e propria grammatica dei colori, uno spazio cromatico irriducibile allo spazio geometrico, per esplorare il quale è forse più utile rivolgersi alla pittura che alla scienza, senza che ciò significhi sposare un punto di vista puramente emotivo o sentimentale che escluda l’indagine razionale e il confronto critico.
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